Assemblea di Stati Genderali del 31 luglio 2023
presenti almeno 40 persone di moltissimi territori e realtà, tra cui:
Disability Pride, Priot Roma, BOA Brianza, Favoloska Firenze, Laboratorio Smaschieramenti, Palermo Pride, Rivolta Pride, Assemblea Corpi e Terra, RGR, Lettera A, Cassero LGBTI+ Center, Torino Pride, Arcigay Firenze, Antheros Padova, Arcigay Nazionale, NUDM Marche
Introduzione
Stati Generali ha l’obiettivo di riconnettere le varie anime del movimento lgbitqiap+ al suo interno e con gli altri movimenti per recuperare il terreno che abbiamo perso, per recuperare come movimento lgbitqia+ capacità di organizzazione, di analisi, di costruzione di contro-egemonia rispetto al contesto preoccupante in cui viviamo. Vuole essere uno spazio di confronto, non uno spazio identitario ma uno spazio politico in cui anche il conflitto interno si possa esprimere in modo costruttivo ma appunto perché ciò accada è necessario che anche nel conflitto ci sia il riconoscimento reciproco. Tutto questo dopo quello che è accaduto al pride di firenze è ancora più necessario. A questo proposito durante l’assemblea alcun* compagn* hanno ricordato il pride del 30 settembre a Firenze chiamato da Favoloska, prima di abbandonare la call online a causa della compresenza con Arcigay Firenze del Toscana Pride , giudicata al momento impossibile.
L’assemblea si è concentrata sul tema della mobilitazione nazionale, sull’analisi di fase dal punto di vista nazionale e oltre e sulle esigenze di allargamento del consenso e democratizzazione di un processo sperimentale quale è Stati Genderali.
Inoltre, rimandare la manif del 20 maggio ci ha messo davanti agli occhi in modo brutale che siamo sempre situate in un contesto materiale, che non possiamo pensare le nostre istanze scollegate dal resto (giustizia climatica, territori ecc)
Sintesi delle decisioni prese:
Sentiamo la necessità di vederci, poiché la modalità online è limitante dal punto di vista del metodo del consenso, perciò convochiamo:
Assemblea plenaria in presenza a Monza il 16 e 17 settembre (durante il weekend del Brianza Pride) con il seguente odg:
– contenuti e preparazione della manifestazione nazionale
– organizzazione interna di SG (migliore definizione dei ruoli dei gruppi comunicazione interna ed esterna, loro funzionamento, altri eventuali ruoli e gruppi da creare – fermo restando che la sede decisionale resta l’assemblea plenaria)
Probabilmente, per questa volta non si riuniranno i tavoli.
Inizio assemblea sabato mattina, sabato pomeriggio partecipazione al Brianza Pride; Brianza Pride si può fare carico della logistica.
Manifestazione nazionale il 28 ottobre a Bologna
Auspicabilmente, ulteriore momento di mobilitazione nazionale a Roma in primavera, tenendo conto delle date di mobilitazione trans e non binarie, troppo spesso lasciate ai margini
Report esteso
Il tema dell’organizzazione interna era già all’odg a Torino ma di fatto non lo abbiamo discusso seriamente e quindi la necessità di lavorarci è rimasta tanto più che in questi mesi alcune ambiguità dell’organizzazione interna hanno creato disguidi.
Il tema non è semplice anche perché Sg comprende realtà autorganizzate, associazioni, circoli affiliati ad associazioni nazionali, le associazioni nazionali stesse, singol* attivist*, quindi nessun@ può applicare pari pari le modalità cui è abituat@.
Priot Roma è intervenuto in assemblea ritirando la disponibilità precedentemente espressa a organizzare il corteo a Roma perché purtroppo nella riunione del 12 luglio con il gruppo comunicazione interna ha percepito sfiducia e sospetto nei propri confronti, come se dovesse dimostrare la propria affidabilità. Inoltre ha avuto l’impressione che il luogo decisionale fosse quella riunione e non l’assemblea plenaria (l’assemblea di giugno aveva infatti stabilito di rivedersi ai primi di luglio e a un certo punto in mancanza di segnali dal gruppo comunicazione interna ha tentato di autoconvocarsi consultandosi direttamente in mailing list, per poi sentirsi dire dal gruppo comunicazione interna a pochi giorni dalla data ipotizzata “scusate, non siamo pronte, rimandiamo” per poter fare la riunione con priot.
In generale il gruppo comunicazione interna cerca di facilitare il lavoro dell’assemblea, raccogliere elementi e mettere a fuoco delle domande da sottoporre all’assemblea per cercare le risposte. Nel caso della disponibilità romana, che arrivava da un territorio ormai poco frequentato e noto a SG, il gruppo com int ha cercato di prendersi un “mandato esplorativo” per poi rimettere all’assemblea la decisione finale. Forse a volte c’è un eccesso di cura del processo, quasi a volerlo proteggere: in realtà ciò che è stato discusso in quella riunione con priot poteva anche essere discusso in plenaria. Gli errori di gestione di questo passaggio fatti dal gruppo comunicazione interna non sono stati fatti in malafede, e non c’era “sotto” niente.
L’assemblea ribadisce la fiducia nei confronti di Priot il cui percorso critico rispetto al Roma Pride è anzi molto in linea con lo spirito di SG (un atteggiamento critico ma non di pura contrapposizione, e di riconoscimento).
D’altro canto l’assemblea chiarisce che ovunque si faccia la manifestazione, le realtà locali che per forza di cose si devono far carico della logistica non sono co-organizzatrici, a organizzare è Stati Genderali e a decidere le cose è l’assemblea plenaria, le realtà locali non possono porre condizioni e non si pongono come altro da SG ma agiscono come parte della sua assemblea.
Nell’assemblea del 16-17 settembre, bisogna chiarire meglio i compiti dei gruppi comunicazione interna ed esterna, ribadire il fatto che le decisioni vengono sempre e comunque prese in assemblea, in più dobbiamo decidere che organizzazione vogliamo darci (ruoli, compiti) in vista della preparazione della mobilitazione nazionale.
Nella prima settimana di settembre, ci sarà un incontro on line del gruppo comunicazione interna allargato a chi vorrà partecipare per preparare e facilitare l’assemblea.
Abbiamo riflettuto e discusso a lungo sull’eventualità di aspettare l’ assemblea del 16-17 settembre per convocare corteo nazionale, valutando pro e contro.
Pro:
ricostruire le condizioni per una manif a Roma
poter tenere in considerazione calendario dei lavori del senato su gpa reato universale, non ancora noto
costruire meglio tenuta interna di SG
Contro:
già ora il calendario dell’autunno è già troppo fitto, potrebbe infittirsi ulteriormente e potrebbe diventare impossibile fare la manif in autunno, abbiamo subito già fin troppi attacchi, non possiamo permetterci di aspettare oltre
la situazione Roma a detta delle stesse romane presenti non è recuperabile in così breve tempo
l’esigenza di costruire una mobilitazione di piazza unitaria è assolutamente condivisa e riconosciuta come prioritaria da tutte le realtà di SG, a settembre abbiamo bisogno di approfondire senza paura anche le questioni che eventualmente ci dividono (ad es: gay e forze dell’ordine) ma c’è fiducia che possiamo e sappiamo farlo mantenendo ferma la nostra priorità e applicando il metodo del consenso: andiamo avanti ad agire sulle cose su cui c’è consenso, sospendiamo il giudizio e continuiamo a discutere e riflettere per costruire in prospettiva consenso su obiettivi comuni
non vogliamo che la manifestazione sembri solo una risposta all’approvazione del reato universale, perché al contrario è stata fin dall’inizio pensata come un contrattacco in cui avanzare la nostra visione alternativa complessiva della società, visione che abbiamo saputo sviluppare nei tavoli con contenuti articolati, radicali, condivisi, di cui c’è estremo bisogno. E comunque, se in un certo senso naturalmente è anche una risposta, è una risposta a tutto il progetto reazionario e patriarcale di questo governo, a tutti gli attacchi che abbiamo subito già, non a un singolo evento parlamentare
La risposta di piazza puntuale all’approvazione di questa singola legge ovviamente la daremo, ma collocarla nell’ambito di una mobilitazione più ampia le deve dare più forza.
Del resto è chiaro che bisognerà lavorare con cura alla comunicazione per veicolare tutto ciò sia che la discussione in senato capiti prima, sia che capiti dopo il corteo
Quindi: manifestazione il 28 ottobre a Bologna, e in prospettiva speriamo di costruirne un’altra a Roma magari in primavera.
Naturalmente le modalità della piazza saranno condivise e discusse nell’assemblea.
Sentiamo il bisogno di qualificare meglio il punto della GPA e abbiamo accennato varie considerazioni in merito:
– le famiglie omogenitoriali sono soprattutto lesbiche e trans questo fatto viene oscurato
– le famiglie omogenitoriali sono una forma di riproduzione sociale non patriarcale ed è per questo che vogliono disciplinarla costringendoci a passare attraverso la procedura dell’affido dove devi dimostrare di essere un buon genitore: una procedura che ti costringe all’omonormatività, a fare la madre modello e la lesbica rispettabile… non è una scelta, non è una responsabilità individuale
– usano l’aspetto economico per demonizzare la gpa come mercificazione e come una roba da ricchi, ma noi dobbiamo sollevare la questione di perché fare figli (fare figli in generale, e con la PMA in particolare) deve costare così tanto? → giustizia riproduttiva è collegata a giustizia sociale e a tutto il nostro discorso su lavoro reddito e welfare
– da registrare cmq che nemmeno la destra può più permettersi di dire come faceva solo pochi anni fa che non dovremmo esistere e non dovremmo avere bambini perché comunque la società è cambiata, discutono solo sul come li facciamo usando peraltro il sessismo (mistica della maternità, idea che gravidanza = sempre e solo istinto materno) piuttosto che l’omofobia → perciò è fondamentale continuare a costruire alleanze con movimenti femministi e transfemministi


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