Link al report della plenaria intervento per intervento:
REPORT PLENARIE intervento per intervento
Realtà collettive che hanno preso parola durante l’assemblea:
Associazione a resistere (Torino); Extinction Rebellion; Non Una Di Meno Torino; Laboratorio Smaschieramenti (bologna); Fridays For Future; Love My Way (Firenze); Corpi e Terra (NUDM); Cassero (Bologna); Rivolta Pride (Bologna); Circolo Maurice (Torino); CGIL nuovi diritti; Laboratorio Berta Caceres (Roma); Rete 21 marzo (Torino); In Mente Itaca; Famiglie Arcobaleno (nazionale); UdS (nazionale; Lombardia; campania); Gender Lens; Maleducat3; Rete della Conoscenza Milano; Como Pride; Arcigay (segreteria nazionale, presidenza nazionale, delega trans, delega scuola); Arcigay Palermo, Siena, Padova, Bologna, Torino; Palermo Pride; Lesbiche Fuori Salone (Milano); Collettivo Marielle (Roma); Collettivo di Fabbrica GKN; Torino Pride; Ultima Generazione; Arcigay Siena; Rete Genitori Rainbow nazionale; Link Coordinamento Universitario; OUT+ (Ferrara)
Introduzione e sintesi delle principali decisioni
Stati Genderali è uno spazio politico di confronto del movimento LGBTQIA+, transfemminista, queer e disabile, che pratica l’intersezionalità come metodo di analisi politica e che mira a superare la dicotomia tra associazioni istituzionali riconosciute e reti, realtà informali e collettivi.
✊ A partire da questo spazio politico, ci si pone l’obiettivo di inaugurare una stagione di mobilitazione permanente ed organizzata della comunità LGBTQIA+ oltre la forma storica dei Pride, pur riconoscendo in essi un momento fondamentale di presa di parola delle soggettività LGBTQIA+ nello spazio pubblico ed il primo riferimento delle nostre pratiche di mobilitazione.
Una mobilitazione che parta dai nostri bisogni, metta al centro i nostri corpi e le nostre soggettività e detti in autonomia la propria agenda.
🔴 Viviamo un momento storico di attacco quotidiano, violento e durissimo alle nostre soggettività da ogni parte, e in primo luogo dalle destre al governo. La narrazione omolesbobitransafobica è legittimata ai livelli istituzionali più alti, l’attacco a tutte le nostre istanze prende la forma di un contrasto alla colonizzazione ideologica straniera, la cosiddetta “teoria del gender” che colpirebbe le donne e i bambini, i movimenti più reazionari che sposano questa battaglia contro il gender sono più visibili che mai, il piano del riconoscimento e dei diritti è bloccato da resistenze radicate in parte dell’opinione pubblica e avallate da chi avrebbe il potere di scardinarle. Questi attacchi fanno parte di un’ondata neofascista che proviamo ad arginare da anni e che assume forme sempre meno velate.
Per questo e per altro, l’assemblea ha espresso consenso su una data mobilitativa a maggio, nella settimana del 17, giornata internazionale contro l’omolesbobitransafobia.
📢 La data individuata è quella del 20 maggio per la manifestazione nazionale a Bologna e del 17 maggio per le azioni territoriali, in cui nominare e costruire la partecipazione alla mobilitazio ne nazionale.
📢Il tavolo sfamiglie ha deciso di lavorare alla scrittura dal basso di una proposta di riforma totale del diritto di famiglia, del lavoro e del welfare che riconosca ogni tipo di relazione di affetto e di responsabilità di cura (etero, omosessuale o non sessuale, genitoriale e non) rivendicando un allargamento dei diritti per tutte le famiglie e le sfamiglie.
📢Proposta di mobilitazione a San Donà di Piave il 17 giugno a un anno dalla morte della prof transgender Cloe Bianco.
Sono state lanciate anche altre iniziative che trovate sotto nei report dei singoli tavoli.
Sabato 21 gennaio
11:00 – 13:30
Plenaria introduttiva:
- Introduzione su cos’è stati genderali e cosa abbiamo fatto fino ad ora (vedi riquadro sotto)
- Ordine pubblico e repressione
Si apre il dibattito sul tema cardine per valutare gli spazi di mobilitazione alla luce della questione della repressione e delle limitazioni delle libertà di manifestazione del dissenso e di autorganizzazione sempre più stringenti.
Ordine pubblico e repressione, con interventi di apertura del dibattito di Extinction Rebellion ed Associazione a resistere.
Discussione:
– ordine pubblico come deterrente che pone ostacoli economici e legali alle forme di protesta e mobilitazione, dalle più blande alle più radicali, e di conseguenza alla libertà di espressione e di manifestazione;
– ordine pubblico nel suo carattere di repressione delle mobilitazioni e delle lotte correnti, ridotte a questione di sicurezza ignorando sistematicamente il contenuto politico;
– ordine pubblico come impedimento all’accesso ai più basilari diritti umani e di cittadinanza, da quelli sanitari a quelli economici a quelli anagrafici, e conseguentemente nella riduzione della dignità delle persone a questione di “sicurezza” e di disciplinamento sociale;
Emerge che la repressione del dissenso con il pretesto dell’ordine pubblico colpisce tutte le realtà e le singole soggettività presenti in assemblea, in misura differente ma trasversale rispetto al posizionamento e alle pratiche politiche (associazioni nazionali o collettivi autorganizzati, pratiche di disobbedienza civile o semplici sit-in) ed alle condizioni di privilegio personali.
Di tutto questo bisognerà tenere presente per l’organizzazione della mobilitazione del 17 e 20 maggio: la sfida è costruire pratiche di piazza nuove e comuni per prendere parola in un contesto storico caratterizzato da un altissimo grado di repressione della manifestazione del dissenso: il valore politico della presa di parola del dissenso viene disconosciuto criminalizzandolo e squalificandolo, lasciando che altri parlino per noi, riportando le nostre pratiche ed il nostro sguardo o a puro costume o a pericolo per la sicurezza della società e l’ordinata riproduzione eterosessuale e bianca della nazione.
Siamo consapevoli che si tratta di un percorso complesso, e per questo dobbiamo lavorare insieme con continuità per costruire la mobilitazione di maggio come convocata da tutte le realtà partecipanti e avente al centro le nostre soggettività, la nostra presa di parola autonoma.
I tavoli tematici
14:30-16:30
Riunione dei tavoli in parallelo
1° Turno, contemporanei: Educazione, Lavoro, Famiglie e Sfamiglie
– Lavoro, welfare e accesso al reddito
Link al Report: Tavolo lavoro – Stati Genderali Torino, 21 gennaio 2023
Data prossima punta del tavolo:
– prossima riunione online: da definire
– prossime assemblee territoriali:
* Treviso, Centro Sociale Django, 26 marzo 2023
Link per iscriversi in lista o altro canale comunicativo scelto dal tavolo: https://groups.google.com/g/lavorigenderali
– Famiglie, s/famiglie e configurazioni affettivo-mutualistiche
Come detto si è deciso di lavorare alla scrittura dal basso di un pacchetto organico di proposte di legge di riforma totale del diritto di famiglia, del lavoro e del welfare che riconosca ogni tipo di relazione di affetto e di responsabilità di cura (etero, omosessuale o non sessuale, genitoriale e non) rivendicando un allargamento dei diritti per tutte le famiglie e le sfamiglie. Questo ci toglie da una posizione minoritaria e difensiva e potenzialmente ci mette alla testa di una lotta per i diritti/doveri di cura contro i presunti “doveri” lavorativi e produttivi che a partire da noi può parlare veramente a tutt*.
Link al documento di lavoro per la Riforma del diritto di famiglia_5.docx
Data prossima punta del tavolo: da definire, ma entro la prossima settimana.
Link per iscriversi in lista: Tendenzialmente preferiamo che solo le persone o le realtà che hannoha partecipato ad almeno un incontro del tavolo si iscrivano alla mailing list. Se hai partecipato ma ti sei dimenticat@ di scrivere la tua mail, o se hai partecipato a un altro tavolo e vuoi fare da collegamento verso il tavolo sfamiglie per questioni trasversali ad esso o simili, scrivi a: sfamiglie@googlegroups.com spiegando chi sei.
Se non riesci a iscriverti scrivi a moltopiudizan@gmail.com
– Educazione alle differenze, all’affettività, alla sessualità e ai generi
Link al Report: coming soon
Restituzione plenaria tavolo educazione
Data e report punte successive del tavolo:
22 febbraio
Report tavolo educazione 22_02_23.docx
Link per iscriversi in lista o altro canale comunicativo scelto dal tavolo
https://t.me/EducazioneStatiGenderali
16:30-18:30
Riunione dei tavoli in parallelo
2° Turno, contemporanei: Disabilità e Neurodivergenze, Autodeterminazione di genere, Bi+ Aspec
– Autodeterminazione di genere
Link al Report: 21 01 2023 Stati Genderali torino report.docx
Link al report della riunione online del 5 Marzo 5 03 2023 REPORT tavolo autodeterminazione di genere
Data prossima punta del tavolo: 2/04/2023 (data variabile) Assemblea per organizzare mobilitazione del 17 Giugno a San Donà di Piave contro l’odio sociale, la transfobia e i suicidi di Stato, a un anno dalla morte di Cloe Bianco
+
La legge che vogliamo:
martedì 11 aprile 2023 h 19
giovedì 27 aprile 2023 h 19
lunedì 8 maggio 2023 h.19
Googlegroup: autodet-di-genere@googlegroups.com
scrivi a moltopiudizan@gmail.com se non riesci a inviare l’iscrizione
– Disabilità e neurodivergenze
Link al Report:
Torino – Report D&N – Stati Genderali.pdf
Data prossima punta del tavolo:
Settimana successiva all’8 marzo, stiamo facendo sondaggio sul gruppo telegram.
Link per iscriversi in lista o altro canale comunicativo scelto dal tavolo:
Canale telegram
https://t.me/+c_2sHYIa5t04M2I0
(Abbiamo un canale discord, ma preferiamo si passi prima dal canale telegram)
– Bisessualità, pansessualità, asessualità e aromanticismo
Link al Report: coming soon
Data prossima punta del tavolo: coming soon
Link per iscriversi in lista o altro canale comunicativo scelto dal tavolo (specificare se invece si preferisce che si possano iscrivere solo le persone che hanno partecipato ad almeno un incontro del tavolo): coming soon
Domenica 22 gennaio
Plenaria conclusiva
10:30-13:30
– restituzione dei tavoli all’assemblea e continuità del loro lavoro con appuntamenti ricorrenti tra un’assemblea plenaria – in presenza o online – e l’altra
(v. sopra per i report, i canali comunicativi interni di ogni tavolo e gli appuntamenti futuri di incontro dei tavoli)
– annuncio partecipazione ad altre date di mobilitazione: partecipazione all’8 marzo NUDM; partecipazione a piazza per una scuola antifascista Firenze 4/03; partecipazione allo Sciopero Globale del Clima 3/03/23
– Pratiche e modalità di organizzazione e mobilitazione:
Come emerso nell’assemblea di apertura, il percorso Stati Genderali mira a costituire uno spazio politico allargato, in cui l’arco di singol* e realtà collettive e associative presenti è vasto e complesso. Le esperienze, le formazioni e le tradizioni politiche che si intersecano sono molteplici e dunque sono molteplici le pratiche di organizzazione e di mobilitazione consolidate. Lo spirito di Stati Genderali è quello di costruire fiducia a partire dal riconoscimento del fatto che le contrapposizioni interne alla comunità LGBTQIA+ ci allontanano dall’ottenere il riconoscimento dei nostri diritti civili e sociali e sono quindi funzionali al nostro sfruttamento simbolico e produttivo, facendo il gioco delle destre al governo.
Come detto, la sfida è costruire pratiche di piazza nuove e comuni per prendere parola in un contesto storico caratterizzato da un altissimo grado di repressione della manifestazione del dissenso: il valore politico della presa di parola del dissenso viene disconosciuto criminalizzandolo e squalificandolo, lasciando che altri parlino per noi, riportando le nostre pratiche ed il nostro sguardo o a puro costume o a pericolo per la sicurezza della società e l’ordinata riproduzione eterosessuale e bianca della nazione.
Siamo consapevoli che si tratta di un percorso complesso, e per questo dobbiamo lavorare insieme con continuità per costruire la mobilitazione di maggio come convocata da tutte le realtà partecipanti e avente al centro le nostre soggettività.
Rivolta Pride, come spazio politico cittadino costruito in assonanza con lo spirito di Stati Genderali, propone Bologna come sede possibile della manifestazione di maggio. Sulla proposta c’è consenso in assemblea (nonostante il desiderio di portare la mobilitazione a Roma o per opposte ragioni in un territorio più “periferico”, Bologna è l’unica città che al momento sa di avere abbastanza forze organizzative sul posto).
Bisogna organizzare autofinanziamento a livello nazionale per supportare economicamente chi si sposterà da più lontano per venire a Bologna.
Ipotizziamo un’unica mobilitazione nazionale che vede la tappa locale nelle varie città il 17 e poi un corteo nazionale il 20 a Bologna.
La convocazione e la definizione definitiva delle modalità della manifestazione proseguirà tramite gruppi e plenarie online, articolando le energie sul territorio con una costruzione nazionale aperta ed orizzontale. La manifestazione, infatti, pur se ospitata a Bologna, può esistere solo come Mobilitazione Genderale, convocata e costruita da tutti i territori e da tutte le realtà, collettiv* e associazioni che hanno scelto di iniziare un’alleanza tra corpi oltre le identità.
La mobilitazione “molto più di Zan” è stato un insieme diffuso e variegato di azioni territoriali partite nel 2020 e poi confluite in un percorso nazionale nella primavera del 2021 parallelamente al percorso di discussione parlamentare del ddl anti-discriminazione, con l’obiettivo di prendere parola su un iter politico che vedeva i nostri corpi oggetto di un dibattito violento in cui non eravamo coinvolt* come comunità.
Il percorso è confluito in una manifestazione nazionale a Roma nel maggio del 2021 in cui sono state protagoniste le soggettività. Il focus del percorso è stato quello di affermare il nostro sguardo sul mondo nella sua complessità, rivendicando i nostri bisogni e le nostre istanze con una presa di parola che non si limitasse al sostegno acritico di una legge non espressa dalla comunità, ignorando la violenza del dibattito, pur riconoscendo l’importanza fondamentale di una normativa ormai basilare nel resto d’Europa. Una presa di parola che reagisse rispetto a quella violenza a partire da un posizionamento autonomo dalla politica istituzionale.
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L’obiettivo centrale dell’assemblea nazionale Torinese è stato quello di costruire una mobilitazione nazionale allargata e intersezionale.
La proposta politica fondamentale che emerge dal lavoro di rete di Stati Genderali è costituire il primo luogo di confronto permanente, orizzontale ed aperto a tutt*, singol*, realtà organizzate LGBTQIA+ e transfemministe queer e realtà e soggetti che vogliano intrecciare le lotte, superando personalismi e identitarismi rigidi.
In particolare, pensiamo che la contrapposizione tra realtà “mainstream” e “non mainstream” sia da superare. Innanzitutto si tratta di una contrapposizione storicamente non più valida. Siamo in un paese in cui i movimenti LGBTQIA+ in ogni loro forma non hanno ottenuto neppure le rivendicazioni minime proprie di una agenda liberale, che sono ormai in via di consolidamento nel resto d’Europa. Pertanto pensiamo che si imponga una autocritica sulle modalità di costruzione dei movimenti e delle mobilitazioni, incluse le modalità di rapporto con la politica istituzionale e parlamentare e con le istituzioni in generale. Non siamo più dispost* ad essere utilizzat* come vessillo sui diritti civili, che comunque non ci vengono riconosciuti, mentre si distruggono da decenni quelli sociali. Nè siamo dispost* ad accettare la retorica benaltrista per cui i diritti civili sono un lusso che ci si può concedere solo dopo. Diritti civili e sociali non possono essere tenuti separati, perché gli uni senza gli altri non si danno.
Non è più possibile, come accade ormai da decenni, praticare un minoritarismo ideologico così come non è più accettabile lasciarsi strumentalizzare gratuitamente dalle forze politiche istituzionali senza avere nessuna voce in capitolo sui nostri corpi e sulle nostre vite favolose.
Lo spirito di Stati Genderali è quello di riconoscere che la contrapposizione tra realtà organizzate LGBTQIA+ valide e non valide, e più in generale tra corpi validi e suscettibili di riconoscimento e “inclusione” e corpi non validi passibili di marginalizzazione è una contrapposizione funzionale alle esigenze di governo. Lo spazio politico che Stati Genderali vuole far nascere e che finora non si è dato per la nostra comunità in Italia è autonomo proprio in quanto respinge tale contrapposizione, non si presta a questo gioco e parte dal rifiuto delle identità e delle gerarchie di valori e di corpi, utili alle esigenze di gestione delle nostre vite e in ultima analisi alle esigenze della produzione.
A partire da questo spazio politico, ci si pone l’obiettivo di inaugurare una stagione di mobilitazione permanente ed organizzata della comunità LGBTQIA+ oltre la forma storica dei Pride, pur riconoscendo in essi un momento fondamentale di presa di parola delle soggettività LGBTQIA+ nello spazio pubblico ed il primo riferimento delle nostre pratiche di mobilitazione.
Una mobilitazione che parta dai nostri bisogni, metta al centro i nostri corpi e le nostre soggettività e detti in autonomia la propria agenda.
Sentiamo innanzitutto il bisogno di restituire politicità ai Pride, spesso ridotti a procedura e svuotati di ogni valore conflittuale, riconoscendo in essi un momento fondamentale di presa di parola delle soggettività LGBTQIA+ nello spazio pubblico ed il primo riferimento delle nostre pratiche di mobilitazione.
Ma sentiamo anche il bisogno di mobilitarci oltre i Pride.
Per questo e per altro, l’assemblea ha espresso consenso su una data mobilitativa a maggio, nella settimana del 17, giornata internazionale contro l’omolesbobitransafobia che in prospettiva diventi un momento di presa di parola pubblica ricorrente ed organizzato, restituendo valore politico ad una data riconoscibile e declinandone il significato in rapporto alle specificità con cui la violenza omolesbobitransfobica ci colpisce in questo paese.
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📢 La data individuata è quella del 20 maggio per la manifestazione nazionale a Bologna e del 17 maggio per le azioni territoriali, in cui nominare e costruire la partecipazione alla mobilitazio ne nazionale.
| Che cos’è Stati Genderali?Dalla rete delle mobilitazioni sul ddl Zan (2021), nasce Stati Genderali, dopo la bocciatura del ddl e proprio in reazione alla gravissima violenza istituzionale subita dalla comunità LGBTQIA+ nell’iter parlamentare del disegno di legge e nel dibattito pubblico che ne è derivato, culminata con l’esultanza delle destre in Senato.Il metodo della rete di Stati Genderali è quello del consenso, orizzontale ed assembleare.La rete è articolata in una assemblea generale aperta, in presenza oppure online, che rappresenta il luogo fondamentale di formazione del consenso. In parallelo lavorano da un lato i tavoli tematici (i cui report seguono oltre), e i gruppi di cura complessiva del processo politico e della sua continuità: gruppo comunicazione interna e gruppo comunicazione esterna. Stati Genderali è uno spazio politico allargato di elaborazione, confronto, scambio di pratiche, organizzazione e mobilitazione permanente della comunità LGBTQIA+ in cui i nostri corpi e le nostre soggettività sono al centro di una precisa analisi critica della società patriarcale strutturata intorno al riconoscimento della violenza sistemica, omolesbobitransfobica e di genere, e a pratiche collettive organizzate di resistenza e di presa di parola pubblica. Il posizionamento politico di Stati Genderali è costruito a partire da uno sguardo queer intersezionale e transnazionale, che sappia intrecciare le battaglie della comunità LGBTQIA+ e le lotte femministe e transfemministe, ecologiste, antirazziste, anti-abiliste, a partire dall’autonomia della comunità LGBTQIA+ nell’organizzare le proprie lotte rispetto alla politica istituzionale e parlamentare, ai movimenti ed alle altre incarnazioni del transfemminismo.Il primo obiettivo di questa rete è l’elaborazione di una piattaforma rivendicativa minima comune al di sotto della quale la comunità LGBTQIA+ non sia disposta a scendere in nessun caso, da adottare quindi come limite unitario ai giochi politici al ribasso sui nostri corpi. Il percorso fino a Torino La manifestazione del 15 maggio 2021 a Roma Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro La prima assemblea in presenza di Stati Genderali a Roma l’11 e 12 dicembre 2021La seconda assemblea in presenza di Stati Genderali a Bologna il 14 e 15 maggio 2022La terza assemblea in presenza a Palermo + Palermo Pride il 9 luglio 2022La quarta assemblea in presenza a Torino il 21 e 22 gennaio 2023 La prima occasione per elaborare la piattaforma di Stati Generali è stata la prima assemblea nazionale tenuta a Roma, in cui sono nati i tavoli di lavoro tematici: Educazione e FormazioneAutodeterminazione di genereLavoro, welfare e migrazioni interneGenitorialità, diritti delle S/famiglie e giustizia riproduttiva Disabilità e neurodivergenzeSalute, HIV, IST e AIDSComunicazione e rappresentazione nei mediaContesti internazionali e migrazioni esterne Il secondo appuntamento si è tenuto a Bologna nel maggio 2022, con una assemblea nazionale in cui è stata definita la cornice rivendicativa, che resta sempre aperta ed in aggiornamento. In parallelo, i tavoli hanno continuato a lavorare per approfondire lo sguardo intersezionale, scambiare pratiche e intrecciare le lotte con gli altri movimenti e realtà attivi nella propria area tematica. Lo stato di avanzamento del lavoro di confronto dei diversi tavoli è consultabile nei report di ciascuno. Per le info sulla partecipazione ai tavoli, essere inserit* nei loro canali di comunicazione o nei canali e nella lista generale di Stati Genderali, si può scrivere a moltopiudizan@gmail.com o meglio ancora incontrarsi e partecipare alle assemblee nazionali online o in presenza. Da Bologna è stato lanciato il primo momento di presa di parola della rete nello spazio pubblico nel contesto del successivo Palermo Pride. Stati Genderali ha attraversato Palermo nel luglio 2022, portando in piazza le proprie rivendicazioni ed una agenda politica concreta ed articolata e iniziando a mettere a tema la questione cruciale della repressione e dell’ordine pubblico nell’assemblea che ha preceduto il Palermo Pride. Durante questo percorso politico abbiamo costruito momenti di incontro e confronto online, abbiamo aderito a scioperi e manifestazioni, attraversato le mobilitazioni organizzate da GKN, da Non Una di Meno e dalle associazioni LGBTQIA+, portando le nostre elaborazioni in un’ottica di contaminazione reciproca. |


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