LA RABBIA DI CLOE BRUCIA ANCORA

LA RABBIA DI CLOE BRUCIA ANCORA, RIVOLUZIONE TRANS IN OGNI SCUOLA

Apprendiamo con sconcerto la notizia dell’archiviazione del caso del suicidio della professoressa Cloe Bianco. “Professoressa” lo diciamo ad alta voce: Cloe Bianco si è suicidata, fra le altre cose, dicendo chiaramente che la discriminazione che ha subito sul suo lavoro è stata tra i fattori della sua esclusione e marginalizzazione progressiva. Cloe Bianco aveva infatti subito un demansionamento discriminatorio dopo il suo coming out come persona trans, e le era stato impedito di insegnare per evitare ogni suo contatto con le sue classi. Questa strada è stata aperta anche dalla circolazione di discorsi transfobici, sul piano delle istituzioni locali e nazionali, che si è intensificata ancora nel corso degli ultimi anni. Per Cloe, questo ha contribuito alla decisione di togliersi la vita. Le responsabilità collettive e istituzionali che l’hanno condotta alla scelta di suicidarsi sono destinate – ancora una volta in uno dei paesi più omolesbobitransfobici d’Europa – a restare seppellite sotto tonnellate di silenzio.

Proprio in questi giorni l’associazione Pro Vita e Famiglia Onlus ha mandato circa 150 diffide per chiedere la fine delle carriere alias dalle scuole, uno strumento che sta finalmente dando la possibilità a moltә studente trans di avere il nome da loro scelto nei registri scolastici al posto di quello anagrafico. Strumento pratico, quanto insufficiente, per coprire le lacune enormi nelle norme antidiscriminazione e per l’autodeterminazione di genere in Italia, anche per via dell’ormai inadeguata legge sul “cambio di sesso”, che per il riconoscimento anagrafico del genere costringe a passare attraverso le forche caudine di un percorso medico e giudiziario obbligatorio lungo e irto di ostacoli. Noi sosteniamo che la Legge 164/82 vada superata con una legge sull’autodeterminazione di genere, mentre l’associazione Pro Vita e Famiglia sostiene che persino le blande carriere alias siano dannose per la “sana maturazione psico-fisica” delle persone in età di studio e “soprattutto in aperto contrasto con le normative vigenti in campo amministrativo, civile e potenzialmente anche penale”. Ci chiediamo cosa ne pensino della salute psicofisica di persone come Cloe Bianco – cioè anche lavoratrici, lavoratori e lavoraturu che scelgono la strada del suicidio per l’impossibilità di autodeterminarsi in base a “una mera auto-percezione di genere”.


Quello del genere non è affatto una “mera auto-percezione”, come sostiene Pro Vita, ma un vissuto che accomuna persone che studiano, lavorano, vivono, e vorrebbero continuare a farlo, senza venire continuamente discriminate per il semplice fatto di essere collocatu fuori da una norma che somiglia sempre più a un motto dittatoriale. A Cloe Bianco, questo riconoscimento – che oggi, in questo paese, è apparentemente un privilegio anziché un diritto – non è toccato in sorte: combatteremo quindi perché sia un diritto per tutte le generazioni successive, a partire dalla difesa delle carriere alias nelle scuole, che devono essere concesse a tutt* e subito, senza passi indietro e senza percorsi medicalizzanti, arrivando il più presto possibile a una nuova legge sull’autodeterminazione di genere.

Nel frattempo, condanniamo fermamente la decisione di archiviare il caso di Cloe Bianco, e indichiamo politicamente i motivi della sua morte nella discriminazione sociale e istituzionale che ha subito sul lavoro. Sarà il nostro contributo a che la Storia emetta la sua sentenza di condanna a ogni tentazione discriminatoria, disciplinante e neofascista.

#identitàdigenere #suicidiodistato

Comunicato firmato da: 

Laboratorio Smaschieramenti

Non Una Di Meno – Venezia

Cassero Lgbti+ Center

Le Tre Ghinee

CollettivoUgualmente

I Sentinelli di Roma

Rivolta PRIDE

Libellula

Unione degli Studenti

Link Coordinamento Universitario

Zoccoledure

Maleducat3

Porcah Ontas-DragQueer

Gruppo Trans

CORPI e TERRA Non unə di meno – Ecotransfemminismo multispecie (Assemblea Transterritoriale Corpi e Terra di NUDM)

Marciona Milano

Conigli Bianchi

Gender x

Brianza Oltre l’Arcobaleno aps

Melitea

Non Una Di Meno – Reggio Emilia

Assemblea Queer MB

Collettiva Matsutake

Azione Gay e Lesbica Firenze

NonUnaDiMeno Reggio Calabria

AltroVento Umbria

Esedomani Terni

NON UNA DI MENO – Genova

Intersecta

Laurella Arietti (attivista transfemminista)

Le mele di Artemisia

Collettivo Transfemminista Jesi

Fabiomassimo Lozzi (regista)

Arianna Sntucci (studentessa)

Non Una di Meno – Padova

Collettivo corpi dal margine

Assembramentah

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