Neuroqueer Neurocrip Autorganizzat3 Giornata internazionale disabilità

Gli Stati Genderali hanno aperto lo spazio per un confronto essenziale. Nella 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ condividiamo le riflessioni del 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀:

🟣Come mai la decisione di un tavolo “neurodivergenze e disabilità” insieme? Perché è ora di prendere consapevolezza del fatto che le oppressioni subite quotidianamente e in ogni contesto da persone con disabilità e neurodivergenze abbiano 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮, in questo sistema che ci marginalizza, invisibilizza, esclude e discrimina. Eppure nel contesto italiano non abbiamo ancora unito le forze. Si ritiene dunque necessario lavorare in maniera congiunta e intersezionale a progettualità, pratiche e prassi condivise che partano dai bisogni reali e quotidiani, in ottica di costruzione di comunità – ancor prima che di associazionismo.

🟣La condivisione delle esperienze individuali permette di non considerarci isolatə e 𝗳𝗮𝗿 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶, 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶. Riconoscendo il valore delle associazioni e dei collettivi già esistenti, ci siamo chiestə come dare il nostro contributo, come dar vita ad un dialogo costruttivo per capire cosa manca e serve all’associazionismo odierno. Vogliamo fare rete e collaborare per portare avanti istanze condivise, tracciando sentieri percorribili come comunità, ritagliandoci uno spazio di qualità all’interno di movimenti di rivendicazione queer e crip e nelle istituzioni.

🟣Sottolineiamo l’importanza di aprire un dialogo con gli altri tavoli degli Stati Genderali: perché 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘀𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝘂𝗿 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗶. Ci siamo chiestə come ripensare l’alleanza tra movimenti lgbtqia+, crip e neurodivergenti, partendo dal problematizzare il concetto di norma.

• fare community building per un futuro associazionismo efficace

• condividere testimonianze personali

• problematizzare i protocolli pschiatrici e medici diagnostici

• problematizzare le leggi 68/99, 104/92 e 170/2010

• discutere dell’accesso al mondo del lavoro e del tema della vita indipendente

• rendere safe e accessibili gli spazi di attivismo

🟣Siccome, come sosteneva Focault “il pensiero stesso pensa attraverso il linguaggio”, le persone queer con disabilità o neurodivergenti hanno deciso di autodeterminarsi 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 “𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿” (𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿) 𝗲 “𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿𝗰𝗿𝗶𝗽” (𝗰𝗿𝗶𝗽 𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿) 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗹𝘂𝗿 (insulti denigratori) per spogliarli dell’accezione negativa, stigmatizzante e disumanizzante che il sistema abilista gli aveva affibbiato.

🟣Durante la condivisione di testimonianze sono emerse similarità tra differenti percorsi diagnostici e di presa in carico. Ci siamo quindi chiestə 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗽𝘀𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘁𝗲𝗿 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗽𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗰𝗿𝗶𝗽 𝗲 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶. Ciò non significa sminuire le difficoltà vissute o appianare le peculiarità, bensì rivendicare il diritto all’autodeterminazione. I protocolli diagnostici sono infatti tarati su una parte della popolazione che non è assolutamente rappresentativa della reale complessità umana. E addirittura, in alcuni casi, l’ignoranza e i pregiudizi sono così forti che elementi non correlati – come ad esempio l’identità di genere, l’orientamento sessuale o lo stile relazionale – vengono considerati come fattori di rischio tali da determinare non solo discriminazioni, ma anche il rifiuto a rilasciare diagnosi e prescrizioni di farmaci.

🟣A proposito di farmaci, riteniamo importante che il SSN riveda le linee guida circa quelli legali – spesso più dannosi di quelli resi illegali – e i limiti alle posologie che troppe volte non rispondono efficacemente né sufficientemente alle esigenze reali delle persone.

🟣I protocolli medici, gli iter diagnostici previsti dal SSN, gli strumenti di formazione e i programmi di studio universitari sono arretrati e non aggiornati in base alle ricerche e gli studi internazionali recenti.

🟣Altrettanto da svecchiare e rivedere sono le leggi 68/99, 104/92 e 170/2010 nonché il modo in cui il Sistema Scolastico Italiano si relaziona alle persone con bisogni educativi speciali. Non possiamo accettare che lo Stato non sia in grado di farsi carico adeguatamente del benessere bio-psico-fisico delle persone: per questo dobbiamo pretendere che nelle narrazioni, negli studi, nei protocolli e nelle istituzioni la nostra voce sia ascoltata.

🟣L’indisponibilità di alcuni farmaci per lunghi periodi, i costi elevati e l’assenza di strutture e figure specializzate in determinati territori lede il diritto alla salute di molte persone che, se impossibilitate ad esempio fisicamente o economicamente a spostarsi, sono costrette a rinunciare al diritto alla salute.

🟣I lunghi tempi d’attesa e la prassi di fissare appuntamenti medici con pochissimo preavviso sono solo alcuni esempi concreti di come 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲-𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮.

🟣Per i problemi sopracitati abbiamo pensato di creare uno spazio online in cui:

– mappare servizi, strutture, centri accessibili e gestiti da specialistə realmente formati e in grado di accoglierci

– co-costruire una bibliografia di risorse transdisciplinari e una piccola biblioteca virtuale che si configurino come strumenti di autoformazione e presa di consapevolezza

🟣Fortə della necessità di pensare alle persone con disabilità e neurodivergenze anche oltre un’ottica medicalizzante, rivendichiamo l’esercizio della 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮. Questo fondamentale diritto ci viene spesso precluso anche in quei contesti queer di lotta e manifestazione organizzati senza tener conto delle esigenze di tuttə. Per questo si potrebbero stilare delle linee guida affinché cortei ed eventi siano resi accessibili e sicuri per chiunque, pretendendo allo stesso tempo che ci sia rappresentanza all’interno dei gruppi di organizzazione.

🟣Data la complessità delle istanze si rende necessario trovare spazi online accessibili a tutti dove poter cooperare per lavorare insieme sulle seguenti macroaree:

✓ spazi di autocoscienza e scambio di esperienze

✓ gruppi di intervento e azione sul SSN e burocrazie correlate

✓ creazione di una bibliografia e di una biblioteca virtuale fruibile a chiunque

✓ approfondimento teorico e gruppi di studio

✓ cura comunitaria dal basso

✓ deistituzionalizzazione, assistenza personale

✓ vita indipendente: quale differenza tra autonomia e indipendenza?

✓ contatti con altre realtà di attivismo

✓ mappatura di servizi, specialisti e strutture sicure sul territorio nazionale

✓ rendere spazi sociali, di aggregazione e manifestazione inclusivi e accessibili

🟣🟣𝗖𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗹 𝟮𝟭 𝗲 𝟮𝟮 𝗚𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟯!🟣🟣

Commenti

Lascia un commento