Stati Genderali si riconvoca in assemblea plenaria online MARTEDÌ 15 NOVEMBRE alle ore 19. L’autoconvocazione, come nelle scorse occasioni, emerge dalla volontà di singole persone, collettivi e associazioni che hanno già animato negli scorsi mesi le precedenti discussioni pubbliche, online o in presenza, di Stati Genderali. E come nelle scorse occasioni, questo non comporta che il percorso di per sé si svolga a scatola chiusa: il senso di questo spazio di discussione, anzi, si trova proprio nella partecipazione attiva di tutte quelle persone o realtà collettive che vorranno impegnarsi. A maggior ragione in vista della convocazione della prossima plenaria di Stati Genderali, che si discuterà in assemblea online con una proposta di ospitalità da parte di Torino, e in vista della manifestazione convocata il 26 novembre a Roma da NON UNA DI MENO e degli eventi in occasione del Transgendere Day of Rembrance in tutta Italia, ai quali proporremo l’adesione di tutte le realtà di Stati Genderali.
Il nuovo governo di estrema destra era, naturalmente, una catastrofe annunciata già dalla caduta del governo di luglio. I venti reazionari spirano da anni in questo paese, così come in tutta Europa e nel resto del mondo, e noi persone Lgbtqia+ l’abbiamo già sentito in particolar modo. È sulla pelle della classe lavoratrice, delle persone Lgbtqia+, delle persone razzializzate come non italiane, delle donne, che si sente particolarmente l’acutezza della crisi del sistema-Italia, ormai completamente evidente. La restrizione progressiva dello spazio dei diritti (e del diritto), l’opposizione a che se ne possano conquistare di nuovi, lo smantellamento dei sistemi di previdenza sociale, l’incatenamento dei salari e la loro compressione verso il basso non sono fatti separati, e nessuno di questi è uno specchietto per le allodole per coprire gli altri. Lo abbiamo chiarito, prima di tutto a noi, nelle scorse discussioni di Stati Genderali. Lo abbiamo portato anche nelle iniziative ratificate dalle assemblee per convergere con soggetti politici vicini e compartecipanti al percorso: c’è un filo rosso che collega la riproduzione sociale e la giustizia riproduttiva, la disciplina sociale e l’ordine pubblico, la produzione e mobilitazione di merci. Chi può essere “famiglia” e chi no, chi può creare comunità di affetti e chi no, chi può occupare lo spazio pubblico e chi può avere parola e decisione politica, chi ha diritto a una vita economicamente dignitosa, chi ha diritto a essere se stess_ e autodeterminarsi, sono tutte domande la cui risposta è determinata da chi detiene il potere economico e politico. E come persone Lgbtqia+ abbiamo il dovere di mobilitarci per dare il nostro contributo a cambiare queste risposte.
Invitiamo quindi tutti i soggetti interessati, che siano singole persone, associazioni, collettivi o altre forme di aggregazione, a presenziare online MARTEDÌ 15 NOVEMBRE ALLE ORE 19, al link che indicheremo appena possibile.
Comunicazione interna di Stati Genderali


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