Stati Genderali a Palermo

8-9 Luglio 2022 Palermo

Stati Genderali LGBTQIA+ & Disability

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DI COSA DISCUTIAMO A PALERMO?

  1. Soggetti invisibilizzati: le persone Bi+ e Aspec prendono parola
    Il primo punto all’ordine del giorno dell’assemblea palermitana sottolineerà la presa di parola del tavolo delle persone Bi+ e Aspec, ovvero le persone bisessuali, pansessuali, aromantiche e asessuali, ovunque si collochino all’interno di questo spettro. Soggetti normalmente resi invisibili nello stesso dibattito interno alla nostra comunità devono avere spazio di parola, non solo per rendere giustizia alla ricchezza della nostra comunità ma anche perché possano essere rappresentati nelle leggi che ci riguardano, specie a fronte della loro esclusione dal testo di legge del ddl Zan.
  2. Lavori genderali: vogliamo il pane e vogliamo le rose
    Nel secondo punto all’ordine del giorno, tratteremo di come le discriminazioni costanti che subiamo comporti troppo spesso l’isolamento individuale di molt_ tra noi, e non è casuale che molte di queste avvengano prima di tutto sul luogo di lavoro. Pensiamo quindi che tornare a parlare di lavoro sia, più che mai, necessario. La legislazione sulle disabilità, che nella maggior parte dei casi non include le necessità delle persone neurodivergenti, è insufficiente come quella sulle persone LGBTQIA+. Basti pensare che non è contemplata la discriminazione per identià di genere, ma solo per orientamento sessuale. Per di più, queste poche misure restano spesso disattese. L’applicazione delle poche leggi antidiscriminazione già esistenti è il passo minimo necessario da compiere, e speriamo anzi di poter alzare l’asticella e unirci a una nuova stagione di lotte sindacali.
  3. Ordine pubblico: non c’è democrazia senza agibilità politica
    Al terzo punto all’ordine del giorno, vogliamo cogliere l’entusiasmo delle iniziative del movimento LGBTQIA+ degli ultimi mesi per porre un problema di agibilità politica. Dai decreti Minniti ai decreti Salvini, passando per i due anni di pandemia, l’agibilità politica delle piazze si è ridotta immensamente e si è popolata di ostacoli, richieste di permessi, restrizioni e strette securitarie che colpiscono tutto il corpo sociale. Sindacati, associazioni, collettivi, centri sociali, sono tutte realtà accomunate dalla restrizione della loro possibilità di manifestare e di muoversi liberamente nello spazio pubblico, bombardate per di più da un battage mediatico avvilente che sminuisce qualunque tema sociale, dal salario minimo alla richiesta di leggi antidiscriminazioni, a una lamentela da bamboccioni. Oggi è il momento di ricordare che le nostre battaglie non sono una questione di ordine pubblico, ma una questione di democrazia. Lo facciamo non a caso scegliendo di partecipare a un Pride – quello di Palermo – come seconda sessione di questo appuntamento di Stati Genderali.

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