Assemblea nazionale a Bologna 14 e 15 maggio 2022

Evento FB qui

Gli Stati Genderali LGBTQIAP+ & Disability riprendono i lavori di discussione e mobilitazione a Bologna il 14 e 15 maggio 2022.

Dove e Come:
sabato 14 Maggio 2022 dalle 11.30 alle 19.00
domenica 15 Maggio dalle 9.00 alle 17.00.
Le assemblee si terranno all’interno dei locali dell’università in Via Berti Pichat, 6

Indicazioni logistiche alla fine del testo di convocazione

Ci ritroviamo tutt* a Bologna per portare avanti le nostre riflessioni, proposte e strategie, dopo il primo appuntamento nazionale di dicembre a Roma e in preparazione dell’appuntamento del’8 e 9 luglio a Palermo, in cui Stati Genderali scenderà in piazza nella giornata del Palermo Pride.
A dicembre abbiamo lavorato sulle istanze in 9 tavoli tematici che hanno prodotto conoscenze e rivendicazioni su altrettanti temi:

⚧️ Laboratorio Autodeterminazione di Genere REPORT https://tinyurl.com/autdet
🎒Educazione, Scuola e Università REPORT https://tinyurl.com/eduscuola
♿️ Disabilità e Neurodivergenze: REPORT https://tinyurl.com/disaneu
➕ HIV, IST e Aids: REPORT https://tinyurl.com/hivist
🛠 Lavoro, Welfare e Migrazioni Interne: REPORT https://tinyurl.com/lavorigenderali
🌏 Migrazioni e contesti internazionali: REPORT https://tinyurl.com/internazionali
🏘 Genitorialità, diritti delle s/famiglie e giustizia riproduttiva: REPORT https://tinyurl.com/gensfam
📺 Comunicazione e Rappresentazione nei Media: REPORT https://tinyurl.com/comurappr
❌Percorsi di fuoriuscita dalla violenza: REPORT https://tinyurl.com/fuoriviolenza

Il lavoro per aree tematiche ci ha permesso di focalizzare in modo approfondito bisogni e desideri specifici, ma siamo consapevoli della necessità di riaprire la discussione in modo assembleare per ampliare il dibattito già in corso. L’obiettivo è quello di costruire una piattaforma intersezionale che restituisca le profonde connessioni tra i diversi bisogni delle soggettività LGBTQIAP+ e le istanze per tutte le aree tematiche individuate e per quelle che nomineremo insieme in futuro.

Stati Genderali è uno spazio politico di confronto variegato, attraversato da molte e diverse associazioni e collettivi LGBTQIAP+, transfemministi e queer. Nasce dalla constatazione che, in Italia, l’azione politica della comunità LGBTQIAP+ non ha portato nemmeno a raggiungere quegli obiettivi di minima, ottenuti in molti paesi del mondo, in materia di tutela delle famiglie e s/famiglie e contro le discriminazioni. Questi obiettivi sono, appunto, minimi: pensiamo a quanti temi e bisogni vengono lasciati inespressi, fuori dai programmi di rivendicazione. Quelle due leggi da sole non esauriscono i diritti civili e sociali che la comunità LGBTQIAP+ può e deve rivendicare, e non sarebbero quindi una risposta sufficiente alla violenza strutturale e sistemica a cui siamo sottopost* ogni giorno della nostra vita. L’iter del Ddl Zan ci sembra particolarmente significativo: un provvedimento insufficiente – perché proposto senza la partecipazione dei movimenti e delle soggettività LGBTQIAP+ – ha scatenato una discussione da cui è emersa una violenza imperdonabile che colpisce direttamente noi, persone lesbiche, queer, gay, froce, trans, asessuali, intersex, con disabilità, neurodivergenze, HIVpositiv, sexworker, con status di rifugiat* o migranti.
Con lo slogan #moltopiudizan , quindi, abbiamo animato piazze, manifestazioni e Pride con una ferma convinzione: una legge penale e punitiva non ci basta e non ci basterà mai, soprattutto se consideriamo l’intreccio tra la varie forme di violenza di genere, omolesbobitransfobica, razzista e abilista. E alla complessità dei bisogni della comunità corrisponde una grande varietà di pratiche di lotta e di battaglie rivendicative.

Da queste riflessioni nasce l’esigenza di rivedere le forme di organizzazione dei movimenti, dai Pride, principale forma di presa di parola nello spazio pubblico delle soggettività LGBTQIAP+, alle interlocuzioni con le istituzioni. Negli ultimi anni molte realtà locali e pride cittadini si sono interrogate su come rendere efficace le proprie pratiche senza

finire nella trappola di politicanti di turno o di imprenditori senza scrupoli, e di esprimere i nostri bisogni in modo indipendente, collettivo, dal basso e dando parola il più possibile alla comunità. Pensiamo che occorra condividere queste esperienze e queste pratiche quale punto di partenza per mettere in discussione le forme con cui la comunità organizza e rappresenta sé stessa politicamente, prendendo parola nei media, nello spazio pubblico, nel mondo culturale e del lavoro, oltre che davanti all’istituzione e ai partiti.

Le nostre istanze sono molte e vogliamo che vengano ascoltate. Queste sono quelle che abbiamo elaborato nella scorsa assemblea di Stati Genderali:

Vogliamo una legge sull’autodeterminazione di genere che superi il binarismo e la patologizzazione delle vite trans e non binarie, che ponga fine alle procedure di rettifica del sesso per i bambini intersex e che non leda la dignità delle persone.
Vogliamo il riconoscimento delle nostre sfamiglie e famiglie, dall’adozione all’accesso alla GPA e alle tecniche di fecondazione assistita fino alle alleanze che creiamo al di là del dato “biologico” della famiglia “naturale”.
Vogliamo scuole all’altezza dei desideri di bambin* e ragazz, dove l’eterosessualità obbligatoria non sia l’unico orizzonte, dove l’educazione alle differenze sia davvero implementata insieme all’educazione alla sessualità, al consenso, all’affettività. Vogliamo accesso universale alla salute per tutt e reale prevenzione di HIV e ITS, superando lo stigma e garantendo piena informazione e accesso ai farmaci, terapie e profilassi come la PREP, ad oggi estremamente cara e inaccessibile.
Vogliamo un’accoglienza all* rifugiat* LGBTQIAP+ che sia degna di questo nome e un approccio maggiormente critico e consapevole ai temi della razzializzazione, anche all’interno del nostro movimento.
Vogliamo accesso al lavoro al di là delle politiche di diversity management, vogliamo le carriere alias anche nei nostri luoghi di lavoro, vogliamo superare le dinamiche di sfruttamento garantendo un reddito universale, che ci liberi dalla violenza economica e strutturale.
Come persone disabili e neurodivergenti LGBTQIAP+ viviamo doppiamente la marginalizzazione e vogliamo prendere parola sulla “inclusione” nelle scuole e nel lavoro. Partiamo dalla consapevolezza che è tutto da costruire e le politiche ad oggi presenti in Italia sono assolutamente insufficienti, basate su una gestione familistica delle nostre vite, quando invece necessitiamo di strumenti utili per la nostra indipendenza e autodeterminazione.
Abbiamo bisogno di percorsi di fuoriuscita dalla violenza domestica e assistita, necessitiamo di soluzioni per tutt* que* minorenni cacciati dalle proprie case e rispediti in quelle stesse dai servizi sociali. Per alcun* di noi emanciparsi dalla famiglia d’origine è una questione di sopravvivenza.
Sentiamo il bisogno di incidere nel dibattito pubblico scardinando alcune dinamiche della comunicazione e occupazione dello spazio mediatico a cui anche il nostro movimento sottostà e che impediscono la piena rappresentazione della molteplicità della nostra comunità.

Ragione di più, quindi, per tornare a incontrarci. Per costruire un’alternativa concreta alle proposte legislative insufficienti che da anni ci cadono addosso dall’alto. Ci sembra ancora più importante farlo in un contesto fortemente mutato. Mentre ancora gestiamo le conseguenze del Covid, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sta provocando morte e distruzione alle porte dell’Europa. Suonano i tamburi di guerra, e sappiamo bene che soprattutto in questi casi non è previsto che sopravviviamo. E da che mondo è mondo, la sopravvivenza e la buona vita l’abbiamo strappata con rivolte e rivoluzioni.

Toccherà essere in tant* e organizzat*. Non si può perdere l’appuntamento con la Storia, se vogliamo scriverla e non subirla.

OBIETTIVI

  • elaborare una piattaforma condivisa di istanze che rappresentino il limite definitivo ai giochi politici sui nostri corpi
  • raccogliere le esperienze di erogazione di servizi, di pratiche di lotta e d

i interlocuzione con le istituzioni verificando gli ostacoli che i movimenti incontrano per superarli su un piano locale e nazionale.

  • intervenire collettivamente nel dibattito condotto su di noi, ma senza di noi, a partire dalla ripresa della discussione parlamentare del DDL Zan.

PROGRAMMA

Sabato 14 Maggio 2022 dalle 11.30 alle 19.00
Assemblea generale
Domenica 15 Maggio dalle 9.00 alle 17.00
mattina: nuova riunione tavoli tematici | pomeriggio: assemblea generale

Le assemblee si terranno all’interno dei locali dell’università in Via Berti Pichat, 6.

PER PARTECIPARE E COMUNICARCI LE TUE ESIGENZE: compila questo form:
https://docs.google.com/forms/d/1cnMcZPA15wNqzkrhqDhmchHpYvE0xJ0Us4Gr8eLkiFo/edit

PER CONTATTARCI ED ENTRARE A FAR PARTE DELL’ORGANIZZAZIONE: scrivici su Facebook e Instagram alla pagina Rivolta Pride o Stati Genderali e all’indirizzo e-mail sglogistica.bo@gmail.com.

Se vuoi contribuire con una donazione e aiutarci a garantire un’assemblea accessibile per tutt*, puoi donare qui: https://ko-fi.com/statigenderali36222

Il ricavato delle donazioni servirà a pagare il luogo in cui faremo assemblea, a costruire casse mutue per sostenere il costo degli spostamenti e dell’alloggio per chi ne ha bisogno, a pagare il servizio di interpretariato LIS… e molto altro!

Per le nostre vite, per la nostra autodeterminazione
Stati Genderali LGBTQIAP+ & disability


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